Ripeti la password

Qualche giorno fa leggevo un articolo a proposito di una statistica sulle credenziali di accesso di circa due milioni di account di servizi web molto visitati: ricercatori hanno spulciato tra le password più comuni e ne è venuto fuori che quelle maggiormente utilizzate sono a dir poco stupide: 123456, 1234, admin, qwerty o – geni! – password. Il risultato, ahimé, non è per niente sorprendente.

Personalmente mi viene spesso concesso, per motivi consulenziali, di accedere agli account email dei miei clienti: devo dire di aver già notato la prassi sconfortante. Le password usate sono spesso banali e, per stessa loro ammissione, uguali per tutti i servizi a cui sono registrati.

La motivazione è sempre la stessa: password diverse e complesse sono difficili da ricordare. Esiste però un metodo, che utilizzo con soddisfazione da anni, per scegliere e memorizzare una password che sia:

  • lunga;
  • articolata (con lettre maiuscole e minuscole, numeri e simboli);
  • diversa per ogni sito web;
  • semplicissima da ricordare.

Il metodo è facile anche se mi piace dirlo con parole difficili: è sufficiente utilizzare un algoritmo che la generi.

Il procedimento si conclude in tre mosse:

  1. trovare una frase familiare e facile da memorizzare;
  2. scegliere un metodo semplice per renderla più breve;
  3. aggiungere informazioni sul servizio al quale ci si sta registrando.

Faccio un rapido esempio di utilizzo dell’algoritmo:

  1. come frase familiare per la mia password scelgo il titolo del mio libro preferito: Cent’Anni di Solitudine di Gabriel García Márquez, scritto nel 1967;
  2. per accorciare il titolo, uso le prime due lettere di ogni parola tendendo presente – è importante! – i riferimenti maiuscoli e minuscoli; vi aggiungo alla fine la data di pubblicazione. Ho così ottenuto la parola chiave relativa alla mia password: CeAndiSo67;
  3. aggiungo alla parola chiave le prime due lettere del sito a cui mi sto registrando intervallandole con un cancelletto: per Facebook la mia password sarà quindi CeAndiSo67#Fa, mentre per Google sarà CeAndiSo67#Go.

Et voilà: la prima parte la ricorderò sicuramente (è il mio libro preferito, diamine!), mentre per la seconda mi sarà sufficiene dare uno sguardo al nome del servizio web.

Ovviamente tu puoi personalizzare, oltre alla frase di partenza, anche il metodo di compressione, il simbolo di separazione, il numero e la posizione delle lettere del nome del sito e così via. È un metodo semplice che ti permetterà di memorizzare la tua password con uno sforzo praticamente pari a zero. Parimenti aumenterà a dismisura il livello di sicurezza del tuo account e la tutela della tua privacy.

E ora puoi pure eseguire il login.

  • Fantasmatica Illusione

    Dalla parodia di “Cotto e mangiato” ecco “creato e scordato”. Gì non hai messo in conto la variabile “nun m ricord manc chell che m ‘aggia mangiat a miezz juorn”. Le resistenze della coscienza sono sempre dietro l’angolo

    • http://www.innato.org/ lumoz

      Immagino ricorderai almeno dove abiti. CrAtSanArp, giusto? :P