Di libri e di internet

La lettura mi accanisce. Per motivi legati al tempo libero non riesco a leggere con ritmi serratissimi ma mi riesce ancora, e per fortuna, di assumere la mia dose necessaria di testi mensili. Non sono però un interessato lettore di libri tecnici, di tutti quei libri cioè relativi al mondo nel quale lavoro e del quale vivo: internet, su tutti; leggo per lo più romanzi1 o saggi su altrfei temi.

Gli argomenti con cui mangio – molto volentieri, sia ben chiaro – li approfondisco su altri canali, blog principalmente: Feedly mi propone istante per istante una vastità di articoli che parsimoniosamente filtro e con avidità leggo later su Pocket. Di conseguenza, rispetto ai temi legati alla rete ed alla tecnologia, riuscirei con molta difficoltà a leggerne un libro proprio perché per interesse, ricerca e professione, ne ho già fin sopra i capelli2 e poi, soprattutto, perché il momento della lettura resta per me una piacevolissima distrazione.

Questo premessone solo per segnalare che ho deciso, mettendo a dura prova le mie abitudini, di leggere tre libri sull’argomento internet, tutti e tre recenti e tutti in qualche modo legati al mondo dei blog, libri che elenco in un non necessario ordine di lettura.

Non ho molto altro d’aggiungere non avendoli ancora letti, ma cercherò di riportarne brevi impressioni nei prossimi tempi.

Intanto buona lettura a me.


  1. e non posso non annotare l’amore sbocciato nell’ultimo periodo per le avventure del Commissario Ricciardi del bravissimo Maurizio De Giovanni
  2. ad averne. 
  3. in realtà è arrivata molto tardi e in quel periodo ero a Milano, dove ero stato io a raggiungere l’ADSL, ma giuro che è comunque tanto tempo fa. 

2 responses to “Di libri e di internet”

  1. […] che lo compongono, edito Dario Flaccovio, è stato il primo dei tre libri su internet che mi sono ripromesso di leggere non avendo mai letto nessun libro su […]

  2. […] Non lo recensisco ma cito questa cosa qui sui libri cartecei e sugli ebook, cosa che Mantellini l’ha scritta uguale a come l’avrei scritta io se avessi saputo scriverla. […]