Dobbiamo pretendere che tu legga

Perché leggiamo quello che leggiamo? Dovremmo chiedercelo ogni volta. L’unica risposta sbagliata è: «perché dobbiamo».

Leggere è un piacere. Per i ragazzi, invece, è un affare noioso, difficile ed infelice. Bisogna contagiarli sin da subito, infettarli prima che il mondo che li circonda inietti loro gli anticorpi.

Leggi, è questo che dobbiamo dirti, se vogliamo che da adulto tu sia in grado di comprendere un testo scritto. Un contratto, un’email, un articolo di giornale. Se vogliamo che tu sia ancora in grado di informarti, di riflettere, di evitare di essere manipolato, dobbiamo pretendere che tu legga.

In Lettori si cresce, Giusi Marchetta ci racconta le difficoltà, i dubbi, gli ostacoli e l’ostruzionismo che si trova ad affrontare un’insegnante nel trasmettere il proprio amore per la lettura. Genitori, dirigenti, colleghi ed alunni. Tutti (quasi tutti) uniti contro la molestia ed il fastidio di un libro da sfogliare. E Giusi, che è un’amica in gamba, ne scrive davvero bene.

Anche il genitore che non apre libro si lamenta se il figlio non legge, ma in fondo, è evidente, non lo ritiene davvero così grave. Del resto lui stesso che non legge perché lavora, perché non ha tempo, perché non ama farlo, nella vita se la cava benissimo: esattamente, dov’è il problema?