I preferiti che non lo sono più

I bookmarks, la classica collezione di URL preferite nel browser, ma anche i meno classici servizi di archiviazione di link, sono quanto meno in disuso. Ne scrive Abhimanyu Ghoshal, che sottolinea come sia solito salvare articoli su Pocket per poi condividerli dopo la lettura, se di potenziale interesse, ed eliminarli subito dopo. I bookmarks, dice, hanno senso solo per le pagine visitate quotidianamente.

Lo confermo, l’abitudine è anche mia: avevo centinaia di URL su Delicious, ora pochi link – di lavoro, soprattutto – che apro tutti i giorni o quasi, memorizzati direttamente su Chrome. I contenuti interessanti che pesco da letture fisse o in giro per il web li accumulo su Pocket e li leggo appena un po’ di tempo libero mi vince, per poi diffonderli su Twitter o dettagliarne qui sul blog. Per tutto il resto c’è Google: la ricerca negli ultimi anni è migliorata parecchio e se cerco quell’articolo di cui ricordo vagamente i contenuti, sono certo di trovarlo. C’è poco da salvare, effettivamente.