Il futuro del web, più o meno

Il libro di Rudy Bandiera, Rischi e opportunità del web 3.0 e delle tecnologie che lo compongono, edito Dario Flaccovio, è stato il primo libro letto a tema internet dei tre che mi sono ripromesso di leggere non avendo mai letto nessun libro su internet.

Disclaimer. Non sono abituato a scrivere recensioni, probabilmente non ne sono nemmeno capace, e questa effettivamente non è una recensione quindi il disclaimer potrebbe finire qui. Mi rendo conto però che in alcuni punti potrei essere brutale, quindi voglio specificare che cercherò di riportare brevemente le sensazioni che le varie parti del libro mi hanno provocato, anche se dovessi risultare detestabile. Mi spiace, generalmente non lo sono, ma se scriverò tedioso (e lo scriverò) è perché veramente mi ha smontato le scatole, se scriverò stimolante (e scriverò anche questo) è che realmente mi ha stimolato ed interessato. Tutto qui.

Rischi e opportunità è un percorso presumibile da quello che attualmente conosciamo come web 2.0, ovvero l’internet che usiamo tutti i giorni tra PC, smartphone e cose che si connettono, a quello che con molta probabilità verrà definito web 3.0, ovvero l’evoluzione delle attuali tecnologie legate alla rete accoppiata al concretizzarsi di tutte quelle tecniche, consuetudini e regole morali che si stanno consolidando tra abitudini e ricerca. È un libro per tutti, sia per nerd che per appassionati ed interessati ad internet, allo stato attuale della rete ed al suo ipotizzabile futuro. È un libro anche per gli altri, anche per chi cioè di internet non sa proprio niente e ci vuole capire qualcosa, come le aziende e le tecnologie che ne stanno firmando gli esiti. È un libro che, in sintesi, mi sento di consigliare, seppur con dei limiti che mi preme sottolineare.

L’essere “per tutti”, a mio avviso, ne crea un po’ un limite: la prima parte del libro, dove si raccontano i fatti della rete e delle aziende più importanti che ci operano, è tediosa per chi di questi fatti ne legge quotidianamente. Ma mi ripeto ancora: il libro è per tutti. Io sono un utente un po’ più smaliziato — diciamo così — e di conseguenza qualcuno meno esperto potrebbe trovare comunque piacevoli le storielle su Google, Apple e compagnia bella, e le spesso banali elucubrazioni di alcuni commentatori esterni: a me non è riuscito. Devo dirmelo: alcune futuribili ricostruzioni della realtà di domani si avvicinano molto di più agli appunti di Dick che ad una ideale realtà.

Al contrario, più o meno nella seconda parte del libro, si affrontano argomenti dell’attuale web 2.0 un po’ più succosi e la cui lettura è stata molto più stimolante. Big data, robotica, nanotecnologie e social network: questi argomenti sono stati di piacevolissima lettura e gli approfondimenti degli ospiti, in questo caso, attenti e preziosi; con enormi spunti di attenzione uno degli ultimi paragrafi del libro, quello sull’economia della reputazione. Ultime, ma non per importanza, le riflessioni sui rischi e sulle opportunità a cui si va incontro seguendo il percorso immaginato dall’autore e dai suoi ospiti, riflessioni sulle quali si può essere più o meno d’accordo: in via generica lo sono stato.

Tutto sommato un buon libro su internet e su cosa sta diventando e, come anticipato, ne consiglio la lettura. Con una letta veloce alla prima parte per i più web addicted e con un po’ di concentrazione in più, invece, per chiunque non si abbuffi quotidianamente di post tecnologici, ma lo consiglio.

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