Alcune internet più uguali di altre

[…] gli operatori di telecomunicazione, che sono i gestori delle autostrade dell’informazione, devono far circolare tutti i dati alla stessa velocità e alle stesse condizioni o possono dirigere a piacimento il traffico, facendo correre alcuni pacchetti più velocemente di altri? Ad esempio, se una corporation di produzione di contenuti (poniamo, un grande editore multimediale) chiede a un provider di far passare più rapidamente i suoi video (e lo paga per questo) è giusto che acquisti questo diritto? Oppure, per un principio di pari opportunità dei contenuti, questi devono viaggiare alla stessa velocità?

Le retoriche domande di Alessandro Gilioli, tratte dal suo ultimo post (interessante anche per altro), descrivono in sintesi la catastrofe digitale che i parlamentari europei hanno approvato qualche giorno fa, mettendo di fatto fine alla neutralità della rete internet europea.

Navigheremo quindi tra dati di serie A, più veloci perché imposti dai provider per mero business, e dati di serie B, i nostri o in generale quelli non sponsorizzati.