La legge del foglio bianco

Ho un’abitudine che non è cambiata né col passare del tempo né al variare dei sistemi operativi e dei dispositivi che ho usato: quando scrivo un testo (una mail, un manuale utente, un preventivo, un form sul web, una specifica di progetto, questo post, …), lo faccio scrivendo sul foglio bianco di una pagina vuota di un semplice text editor1: successivamente, solo quando l’ho terminato, lo taglio e lo incollo dove è destinato (il client mail, il documento di testo, il browser o quel che è).

Scrivere su una pagina bianca, sempre uguale, sempre con la medesima formattazione, mi rende più comoda la concentrazione sul contenuto e più produttiva la scrittura: senza dover badare ai font, al formato, ai colori e soprattutto ai fronzoli delle finestre dei vari software, mi riesce di prestare attenzione unicamente al contenuto, amplificando la concentrazione e – ma su questo nutro ancora dubbi – la qualità.

I software che uso, per adesso2:


  1. usando il markdown, ovviamente. 

  2. fino a qualche giorno fa su Android usavo Draft