Lavorare meno per lavorare meglio

Un cruccio sul quale ostinatamente mi scontro per affinare e migliorare – quando possibile – il mio quotidiano impegno lavorativo è legato alla produttività ed ai software per avvantaggiare la qualità e la quantità del lavoro che svolgo per Hoob. Cruccio costruttivo, sia chiaro, nessun tormento: anzi, è una piacevole ricerca verso la perfezione in salsa mouse e tastiera.

Provo a prendere spunto dalla serie di post di Lifehacker taggati How I work1 e a spiegare in breve, appunto, com’è che lavoro. Poi col tempo alcuni dei punti troverò modo di approfondirli. Giurin giuretto.

Partiamo dalla descrizione generale:

  • lavoro corrente: responsabile di produzione e sviluppo web;
  • dispositivi mobile correnti: Google Galaxy Nexus e Google Nexus 7 2012;
  • computer correnti: Apple MacBook Air;
  • una parola che meglio descrive come lavoro: temperanza2.

Qual è l’applicazione, il software o lo strumento col quale non posso vivere senza? Google Chrome. Tutto il resto è dettaglio: sul web c’è – quasi – tutto. E quello che non c’è online si trova altrove, ma è veramente poca roba.

Com’è il mio spazio di lavoro? Un MacBook Air a destra, un monitor esterno di fronte, una tastiera sotto i baffi ed il mio ammaestrassimo Magic Mouse accanto: uguale in ufficio e a casa.

Qual è il mio miglior trucco per risparmiare tempo? Non uno ma una combinazone di software: Pocket per leggere articoli in un secondo momento, IFTTT per automatizzare un po’ di flussi, Dashlane per demandare il ricordo delle password, Postbox per gestire più account di posta contemporaneamente, TextExpander per scrivere più velocemente, Mou per scrivere in markdown e (ta-dà!) il markdown naturalmente.

Qual è il mio to-do list manager preferito? Li ho provati più o meno tutti: Wunderlist, Asana, Any.do, Tasks, Toodledo, Remember the Milk, Do It Tomorrow, 2Do, Producteev, Google Tasks, Evernote, Google Keep e altri ancora che nemmeno ricordo più, ma il mio preferito – al momento, almeno – è Todoist a braccetto la tecnica Inbox Zero per le email.

Lifehacker prosegue con altre domande e affronta altri argomenti, ma credo che per adesso possa pure fermarmi, ho carne da cuocere per un bel po’. Siete tutti invitati al barbecue.

Portate il vino.


  1. si tratta di una serie di brevi interviste a professionisti, imprenditori, founder di start up o responsabili di aziende a vario titolo; interviste che evidenziano le modalità di lavoro, gli strumenti, i dispositivi ed i software utilizzati. 
  2. bazinga!