Riportando tutto a casa

Mi sono deciso a chiudere definitivamente con Tubmlr e ad utilizzare una soluzione self hosted per il mio blog personale. Ho deciso di concretizzare questo passaggio dopo che, pubblicando l’ennesimo post sulla piattaforma di blogging acquistata da Yahoo! lo scorso maggio, tra le note del mio post c’ho trovato quella di un blogger giapponese con contenuti in madrelingua tranne quello rebloggato dal sottoscritto e quella di uno che pubblica solo fotografie di uomini molto grassi e molto nudi1. Questa faccenda mi ha aperto gli occhi: ero giunto al momento di trovare un’alternativa.

Questa alternativa, per adesso e credo per molto tempo ancora, è WordPress. In realtà non ne sono mai stato un grande estimatore e qualche mese fa ebbi modo di dare anche una spulciata al codice e restarne sconcertato: trovai righe di PHP scritte in maniera lontanissima dagli attuali paradigmi di programmazione, funzionanti e sintatticamente corrette (figuriamoci!), anarchiche per definizione, in quanto condivise, ma caotiche, sporche e male ordinate.

Ma sono stato costretto ad ammettermi che, rispetto alla soluzione autoprodotta, è quella:

  1. più rapida da installare e configurare (databse e nome del blog);
  2. più veloce se non hai tempo per metterti a giocare col design (template come se piovesse);
  3. più adatta alla mobilità (applicazioni per tutti gli schermi);
  4. più immediata da estendere senza scrivere molto codice (un milione e un plugin).

Con questi presupposti, la scelta è venuta via facile. Ho deciso di utilizzare il tema Less di Jared Erickson (thank you Jared), designer freelance statunitense che ha rilasciato gratuitamente il sorgente del tema che io ho totalmente svergognato per provare a farlo rassomigliare a quello che avevo in precedenza e che mi piaceva.

Vuoto, oltre che bianco: non traslocherò i vecchi post da Tumblr, chi vuole può leggerli ancora là (sono per lo più segnalazioni). Manca ancora qualche funzionalità, qualche aggiustatina qua e là nel CSS, ma direi che per sommi capi ci siamo.

Credo che ora si possa partire.


  1. troppo nudi.