Se non hai tempo per leggere è perché non vuoi leggere

Per immergersi a fondo nella lettura non occorre solo tempo, ma un tipo speciale di tempo che non si ottiene semplicemente diventando più efficienti.

Anzi, “diventare più efficienti” fa parte del problema. Pensare al tempo come a una risorsa da massimizzare significa concepirla in modo strumentale, cioè giudicare che un momento è speso bene solo se ci fa avanzare verso un dato obiettivo. Invece immergersi nella lettura dipende proprio dalla disponibilità a rischiare l’inefficienza, la mancanza di obiettivi e persino lo spreco di tempo.

Oliver Burkeman, tradotto di su Internazionale, traccia una condivisibile analisi sullo stato di chi, per un motivo o per un altro, non legge ed usa a propria personale discolpa il tempo che (non) ha a disposizione. Psicologia, tecnologia, tempi che cambiano, input che aumentano e organizzazione che latita: appigli alla demotivazione di chi non legge, non trova il tempo per farlo né magari dispone delle giuste motivazioni.

Non sono un divoratore di libri ma il Kindle resta il mio dispositivo di compagnia preferito. Riesco a leggere solo una trentina di libri l’anno, non di più, senza avere come obiettivo efficienza, livelli da raggiungere o badge da appendere al petto: lo faccio per piacere.

Di conseguenza resto convinto di un’unica teoria: se non hai tempo per leggere è solo perché in realtà non vuoi leggere.