Il progresso tecnologico sta succedendo

Ci sono cose che le macchine non possono né devono fare: il loro compito è solo quello di aiutarci a rendere ancora più profonda la nostra curiosità e la nostra sete di bellezza e conoscenza. In poche parole, a renderci più umani.

Giorgio Fontana su Il Tascabile recensisce Deep Thinking, l’ultimo libro di Kasparov, il campione di scacchi Russo che alla fine degli anni ’90 ha incarnato il mito del confronto romantico di uomo contro intelligenza artificiale. Bella riflessione sugli sviluppi dell’AI.

I robot, la zappa, il lavoro e le nuove tecnologie 

Siamo nel diecimila avanti Cristo. È sera, gli uomini discutono animatamente attorno al fuoco. L’anziano chiama la calma attorno a sé ed emette la sentenza: «Questa nuova invenzione, la zappa, distrugge la nostra società, che si basa sul lavoro di cacciatori e raccoglitori. La zappa, in particolare, fa concorrenza sleale ai raccoglitori. Il suo utilizzo non è sicuro e potrebbe causare feriti o addirittura morti. A causa sua molti raccoglitori perderanno il lavoro e aumenteranno le disuguaglianze. Dobbiamo disciplinarne l’uso e tassarne il possesso».

Carlo Stagnaro su IL racconta, con un parallelo un po’ leggero, dei robot e del fatto che siano una tecnologia come, tutto sommato, lo è stato a suo tempo la zappa e che i timori sul lavoro che cala a causa del loro impiego sono in verità esagerati: le macchine – come già avviene da tempo in parecchi settori – ci permettono di fare più cose e di farle meglio, migliorando la società in cui viviamo.

La zappa, come i robot, ha spiazzato alcuni posti di lavoro e ha determinato (diremmo oggi) uno spostamento dal lavoro al capitale. Questi due fenomeni non hanno gettato nella miseria interi strati della popolazione, pur avendo presumibilmente creato, nel breve termine, vincitori e perdenti. In particolare, hanno “perso” i soggetti relativamente meno efficienti (i raccoglitori) e hanno guadagnato i lavoratori maggiormente qualificati (quelli più abili nell’uso della zappa) e i detentori del capitale (la zappa). Ma, nel lungo termine, è l’intera società ad averci guadagnato […].

La necessità di avere una qualifica per lavorare in un mondo dove AI e robot sono all’ordine del giorno permetterà anche di elevare il livello culturale della popolazione. Niente di nuovo, anche questo è già successo negli ultimi decenni.

La macchina può svolgere in modo infinitamente più rapido e preciso calcoli e simulazioni, può perfino “apprendere” (anche se in un senso diverso dal nostro), ma per sua stessa costruzione deve sempre e necessariamente seguire degli schemi prodotti dall’uomo.

La conclusione dell’articolo è: state tranquilli, i robot sono programmati dall’uomo e non possono fare danno all’uomo. Istruitevi e non ne abbiate timore, miglioreranno la vita di tutti.

Non mi sento di garantire la stessa rassicurazione, e non a causa dei robot: l’uomo ha già fatto danno all’uomo. Perché non potrebbe farne di nuovo?