Fatti coraggio, Apple

Ci sono momenti in cui bisognerebbe ammettere che qualcosa non va. Che c’è un problema, Houston, e che bisogna fermarsi a riflettere. Ci vuole una bella partita di coraggio per farlo. Coraggio vero, mica spinotti per cuffie. Coraggio, ragazzi. Ma non ce n’è, non ce n’è più. Né per le fonti ufficiali che sì, sono d’accordo, non lo possono riconoscere mica; né per quelle non ufficiali: i simpatizzanti, i fedeli, gli amanti, i predicatori, i guardiani e i fan di Apple. C’è qualcosa che non va: ditelo. Diciamocelo. Non c’entra la morte di Steve, pace all’anima sua che pure io gli volevo un gran bene. Non c’entra la disattenzione per il settore business. Non c’entra la concorrenza. È che le idee pare ce le siamo giocate tutte e gli stimoli stanno a zero. C’è un problema. Accettiamolo.

Ad un’analisi affrettata si potrebbe dire che Microsoft è oggi quella che innova, Apple quella che avanza con più cautela

Dice Filippo Corti citando un post di Steven Levy. Analisi affrettata, dice. E a guardar bene? E a voler fare un’analisi approfondita? C’è un problema, Tim. Diamoci pace. Facciamo coraggio. Affrontiamolo. Non giriamoci intorno, che l’amarezza è bella finché ce n’è. Dopo un bel pianto ci sentiremo meglio.