Il progresso tecnologico sta succedendo

Ci sono cose che le macchine non possono né devono fare: il loro compito è solo quello di aiutarci a rendere ancora più profonda la nostra curiosità e la nostra sete di bellezza e conoscenza. In poche parole, a renderci più umani.

Giorgio Fontana su Il Tascabile recensisce Deep Thinking, l’ultimo libro di Kasparov, il campione di scacchi Russo che alla fine degli anni ’90 ha incarnato il mito del confronto romantico di uomo contro intelligenza artificiale. Bella riflessione sugli sviluppi dell’AI.

La tecnologia non va temuta ma usata

È naturale, la matita? Magari è naturale la grafite, ma lo è anche il silicio, cioè uno dei minerali che fanno funzionare i microprocessori dentro i nostri computer. È naturale, il libro? Stracci pressati fino a diventare carta, stampati usando il piombo, legati insieme e venduti in cambio di altri foglietti che, come selvaggi, pensiamo abbiamo valore? È naturale la moneta? E ascoltare in un ricevitore la voce di una persona lontana, lontanissima, è naturale?

Ogni volta in cui abbiamo a che fare con una nuova tecnologia c’è qualcuno che storce il naso. Si stava meglio prima, non ne avevano bisogno, a cosa serve?, non è naturale.

Quello che è interessante in questo momento storico è che abbiamo accumulato una quantità di innovazioni così grande da aver scambiato il mondo in cui siamo nati con uno stato di natura e non come il frutto di un’altrettanto incredibile serie di innovazioni (l’orologio, il telegrafo, le auto, le strade, il treno, la televisione, la chirurgia, l’elettricità).

Invece di venerarla o temerla, scrive su Il Tascabile Mafe de Baggis, una nuova tecnologia dovremmo semplicemente usarla.