La rivalsa dei blog sui libri

[…] negli ultimi ventidue giorni ci sono duemila pagine di questo blog su cui qualcuno è finito almeno una volta, in gran parte post di cui non mi ricordo più nemmeno io. Spero non ci sia molto di cui mi vergogni, oggi: ma a parte questo rischio, grazie molte a tutti, e a chi inventò i blog.

Un post di Luca Sofri di qualche giorno fa in cui notava – a proposito di blog – come la capacità di permanenza dei contenuti di un blog è maggiore rispetto ad altri formati, come i libri. Come maggiore è la propensione ad acquisire nuovi lettori col passar del tempo.

Dobbiamo pretendere che tu legga

Perché leggiamo quello che leggiamo? Dovremmo chiedercelo ogni volta. L’unica risposta sbagliata è: «perché dobbiamo».

Leggere è un piacere. Per i ragazzi, invece, è un affare noioso, difficile ed infelice. Bisogna contagiarli sin da subito, infettarli prima che il mondo che li circonda inietti loro gli anticorpi.

Leggi, è questo che dobbiamo dirti, se vogliamo che da adulto tu sia in grado di comprendere un testo scritto. Un contratto, un’email, un articolo di giornale. Se vogliamo che tu sia ancora in grado di informarti, di riflettere, di evitare di essere manipolato, dobbiamo pretendere che tu legga.

In Lettori si cresce, Giusi Marchetta ci racconta le difficoltà, i dubbi, gli ostacoli e l’ostruzionismo che si trova ad affrontare un’insegnante nel trasmettere il proprio amore per la lettura. Genitori, dirigenti, colleghi ed alunni. Tutti (quasi tutti) uniti contro la molestia ed il fastidio di un libro da sfogliare. E Giusi, che è un’amica in gamba, ne scrive davvero bene.

Anche il genitore che non apre libro si lamenta se il figlio non legge, ma in fondo, è evidente, non lo ritiene davvero così grave. Del resto lui stesso che non legge perché lavora, perché non ha tempo, perché non ama farlo, nella vita se la cava benissimo: esattamente, dov’è il problema?

Se non hai tempo per leggere è perché non vuoi leggere

Per immergersi a fondo nella lettura non occorre solo tempo, ma un tipo speciale di tempo che non si ottiene semplicemente diventando più efficienti.

Anzi, “diventare più efficienti” fa parte del problema. Pensare al tempo come a una risorsa da massimizzare significa concepirla in modo strumentale, cioè giudicare che un momento è speso bene solo se ci fa avanzare verso un dato obiettivo. Invece immergersi nella lettura dipende proprio dalla disponibilità a rischiare l’inefficienza, la mancanza di obiettivi e persino lo spreco di tempo.

Oliver Burkeman, tradotto di su Internazionale, traccia una condivisibile analisi sullo stato di chi, per un motivo o per un altro, non legge ed usa a propria personale discolpa il tempo che (non) ha a disposizione. Psicologia, tecnologia, tempi che cambiano, input che aumentano e organizzazione che latita: appigli alla demotivazione di chi non legge, non trova il tempo per farlo né magari dispone delle giuste motivazioni.

Non sono un divoratore di libri ma il Kindle resta il mio dispositivo di compagnia preferito. Riesco a leggere solo una trentina di libri l’anno, non di più, senza avere come obiettivo efficienza, livelli da raggiungere o badge da appendere al petto: lo faccio per piacere.

Di conseguenza resto convinto di un’unica teoria: se non hai tempo per leggere è solo perché in realtà non vuoi leggere.

La vista sugli ebook

La vista da qui di Massimo Mantellini è un libro bello. Dietro la parola bello, lo capisco, può esserci tutto. Robe banali e robe serissime. Ma questo è davvero un libro bello sul copyright, sulla privacy, sulla politica, sull’economia, sui social network e sui minori, sull’innovazione e sui libri: su Internet (con la i maiuscola).

Non lo recensisco ma cito questa cosa qui sui libri cartecei e sugli ebook, cosa che Mantellini l’ha scritta uguale a come l’avrei scritta io se avessi saputo scriverla.

Come molti asini ho iniziato a leggere Dostoevskji da adulto e in questo periodo sono alle prese con L’idiota. Leggo lentamente, a cavallo tra l’Italia e l’Inghilterra, in un’edizione cartacea che ho trovato a casa a Forlì, sull’ebook reader quando sono a Londra, sul telefono nel tempo passato in metropolitana. E devo dire che mi piace così. Se qualcuno mi fermasse per strada per chiedermi se preferisco il profumo della carta o la comodità del formato elettronico, io oggi direi, molto semplicemente, che sono affezionato a entrambi. O a nessuno dei due. Per la verità, pensandoci meglio, forse risponderei che mi piace Dostoevskji.

Di libri e di internet

La lettura mi accanisce. Per motivi legati al tempo libero non riesco a leggere con ritmi serratissimi ma mi riesce ancora, e per fortuna, di assumere la mia dose necessaria di testi mensili. Non sono però un interessato lettore di libri tecnici, di tutti quei libri cioè relativi al mondo nel quale lavoro e del quale vivo: internet, su tutti; leggo per lo più romanzi1 o saggi su altrfei temi.

Gli argomenti con cui mangio – molto volentieri, sia ben chiaro – li approfondisco su altri canali, blog principalmente: Feedly mi propone istante per istante una vastità di articoli che parsimoniosamente filtro e con avidità leggo later su Pocket. Di conseguenza, rispetto ai temi legati alla rete ed alla tecnologia, riuscirei con molta difficoltà a leggerne un libro proprio perché per interesse, ricerca e professione, ne ho già fin sopra i capelli2 e poi, soprattutto, perché il momento della lettura resta per me una piacevolissima distrazione.

Questo premessone solo per segnalare che ho deciso, mettendo a dura prova le mie abitudini, di leggere tre libri sull’argomento internet, tutti e tre recenti e tutti in qualche modo legati al mondo dei blog, libri che elenco in un non necessario ordine di lettura.

Non ho molto altro d’aggiungere non avendoli ancora letti, ma cercherò di riportarne brevi impressioni nei prossimi tempi.

Intanto buona lettura a me.


  1. e non posso non annotare l’amore sbocciato nell’ultimo periodo per le avventure del Commissario Ricciardi del bravissimo Maurizio De Giovanni
  2. ad averne. 
  3. in realtà è arrivata molto tardi e in quel periodo ero a Milano, dove ero stato io a raggiungere l’ADSL, ma giuro che è comunque tanto tempo fa.