Leggilo dopo

Per anni ho usato Pocket1 per annotare gli articoli da leggere in un secondo momento ma nell’ultimo periodo, circa tre mesi, ho iniziato con molto entusiasmo a sostituirlo con Instapaper. Da quando quest’ultima è stata acquistata da Pinterest ha avuto una piccola accelerata: la versione Android dell’app è migliorata in stabilità (ehm, non sempre) e in funzionalità (lettura veloce, citazioni condivisibili, directory di archiviazione) rispetto a Pocket che si è concentrata maggiormente sulla realizzazione di una piattaforma social per la condivisione di contenuti da suggerire.

Poi ieri la notizia: Mozilla ha acquistato Pocket.

Ammetto che è una gran bella notizia. Ne sono felice e resto curioso. Ho ancora molti articoli da leggere su Pocket e di tanto in tanto vi accedo. Resto in attesa di capire quali saranno gli sviluppi dell’applicazione e se proveranno a migliorarne l’utilizzo (me lo auguro) o la piattaforma (che in Italia non ha avuto granché successo).

Intanto auguri al team di Pocket e a Mozilla.


  1. yep, era ancora Read It Later. 

I preferiti che non lo sono più

I bookmarks, la classica collezione di URL preferite nel browser, ma anche i meno classici servizi di archiviazione di link, sono quanto meno in disuso. Ne scrive Abhimanyu Ghoshal, che sottolinea come sia solito salvare articoli su Pocket per poi condividerli dopo la lettura, se di potenziale interesse, ed eliminarli subito dopo. I bookmarks, dice, hanno senso solo per le pagine visitate quotidianamente.

Lo confermo, l’abitudine è anche mia: avevo centinaia di URL su Delicious, ora pochi link – di lavoro, soprattutto – che apro tutti i giorni o quasi, memorizzati direttamente su Chrome. I contenuti interessanti che pesco da letture fisse o in giro per il web li accumulo su Pocket e li leggo appena un po’ di tempo libero mi vince, per poi diffonderli su Twitter o dettagliarne qui sul blog. Per tutto il resto c’è Google: la ricerca negli ultimi anni è migliorata parecchio e se cerco quell’articolo di cui ricordo vagamente i contenuti, sono certo di trovarlo. C’è poco da salvare, effettivamente.